Il Castagno (Castanea sativa)

Il castagno è un albero, di origine mediterranea e asiatica, molto longevo e che può superare agevolmente i 500 anni di età. Raggiunge un’ altezza media di circa venti metri, con eccezioni di trentacinque-quaranta metri mentre il diametro del fusto può arrivare a 4-6 metri. Cresce oltre i 200mt di altitudine e la maturazione del frutto va da settembre a novembre, a seconda dell’ altitudine e all’ andamento della stagione. Il fusto è diritto, si ramifica dando vita ad una chioma ampia e rotondeggiante. La corteccia in giovane età è liscia e di colore grigiastro ma dopo i venti anni inizia a fessurarsi formando una superficie grigio bruna. Le gemme sono piccole e ovoidali. Le foglie lunghe 12-20cm e larghe 3-6cm sono di forma ellittica, di colore verde e dentate ai bordi. I fiori sono di tipo maschile e femminile ma l’ impollinazione della stessa pianta non produce semi, l’ impollinazione avviene per mezzo di altri pollini, di altre piante di castagno, trasportati dal vento o da insetti. I frutti del castagno, le castagne, sono raccolti nel riccio, contenitore naturale contornato di spine, dapprima di colore verde poi, una volta a maturazione, di colore marrone-giallastro. Le castagne sono presenti in 2-3 esemplari, hanno una superficie lucida e coriacea di colore marrone ornate alla base da una superficie chiara e all’ apice, dai resti degli stili detti anche “torcia della castagna”.                                                   

 

Il Faggio (Fagus)

Il faggio è una pianta che appartiene alla famiglia delle Fagacee che comprende specie arboree e arbustive originarie dell’Europa, America, Giappone e Cina, con altezza dai 15–20 m fino ai 30–35 m. In Italia il genere è rappresentato dall’unica specie Fagus sylvatica L. diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, dove forma boschi puri (faggete) o misti (di solito con Abies alba Mill. o Picea abies Karst.), nelle stazioni oltre i 500 m sulle Alpi e oltre i 900 m s.l.m. sugli Appennini. Il faggio è la specie forestale più presente nei boschi italiani con un’area complessiva, tra fustaie e cedui, di oltre un milione di ettari. E’ una pianta ornamental,  il legno di faggio, omogeneo e pesante, privo di elasticità ma resistente, inizialmente di colore bianco o, col tempo, rossastro, è ottimo per lavori di tornitura e mobileria, ed era un tempo utilizzato per le traversine ferroviarie e come ottimo combustibile. Usato per molti strumenti musicali  come violini, chitarre, pianoforti. I frutti sono acheni. Se privati del pericarpo velenoso, si consumano arrostiti come succedanei di castagne, nocciole o mandorle, tostati sono un surrogato del caffè. I frutti sono detti “faggiole” e somigliano a delle piccole castagne triangolari, racchiuse a due a due in un involucro legnoso ricoperto da aculei morbidi. Ne sono ghiotte alcune specie di fauna selvatica compreso il cinghiale. L’olio estratto dai semi, di colore pallido e sapore dolciastro viene utilizzato come condimento e un tempo come combustibile. Le foglie sono ovali, hanno una sottile peluria sulle nervature, sono lucide su entrambe le facce, ma sono più chiare nella pagina inferiore, hanno margine ondulato, ciliato quando sono giovani. Sul ramo si dispongono in modo alterno. In autunno assumono colori dal giallo-arancio al rosso-bruno. Vengono anche usate come foraggio dove i pascoli sono scarsi.

 

 

 

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